22-6-2016 Assemblea soci Consultorio familiare

22-6-2016 Assemblea soci Consultorio familiare

Un po’ di storia. Pavia ha già avuto un Consultorio familiare espressione della Diocesi. E’ stato a lungo attivo nella sede di Via Menocchio 10, per l’iniziativa di figure storiche del volontariato pavese, come lo scomparso Mons. Francesco Zanacchi, la Prof. Ginetta Colombo e il Prof. Arturo Mapelli. Si trattava di un Consultorio non convenzionato, e quindi inevitabilmente limitato nei suoi interventi, che non per questo furono però meno efficaci e significativi (lo dimostrano le fitte schede presenti nell’archivio). Quel Consultorio si legava all’Associazione Pro Familia, altra creatura di Mons. Zanacchi, e costituì la prima vera risposta organica della Chiesa pavese alle istanze poste dalla modernità su temi delicati come famiglia, vita, educazione, sessualità.

Dall’esperienza del Consultorio derivarono anche, giunti i tempi della legalizzazione dell’aborto, il Movimento per la vita (di cui Zanacchi fu il primo presidente) e la Casa di Accoglienza di Belgioioso, voluta dal Vescovo Mons. Angioni per iniziativa del fondatore Don Leo Cerabolini. Ultimo nato fu il CAV (Centro aiuto vita), federato al MpV (Movimento per la vita) italiano. Il CAV, presieduto da Sandro Assanelli, finì per assorbire molte delle iniziative (anche culturali) caratteristiche del primo Consultorio familiare e dello stesso Movimento per la vita.

E’ infatti normale che l’aiuto alle madri e alle coppie si traduca nell’esigenza di progetti e percorsi che riguardino non solo il rapporto madre-figlio, ma anche la coppia, la famiglia, la regolazione naturale delle nascite, l’aiuto psicologico e legale, la stessa esigenza di una proposta culturale ricca e ispirata a un’antropologia personalistica. Ed è normale che in tale ambito si avverta l’esigenza di una formazione dei giovani capace di presentare i grandi temi dell’amore, della vita e della famiglia secondo lo sguardo modernamente creativo e coraggiosamente anticonformistico del Vangelo, ripreso e valorizzato dai documenti del Concilio e dei grandi Papi che da allora si sono succeduti.

 

Il progetto di un nuovo Consultorio. A molte di queste esigenze si era data risposta ora come CAV, ora come Movimento per la vita: tra il resto con l’invenzione di uno “Spazio Giovani”, il cui primo finanziatore fu il Dott. Giancarlo Bertolotti (ora servo di Dio), rivolto a studenti e giovani coppie. E quasi sempre l’azione di queste realtà si è incrociata con quella di altre associazioni, parrocchie, comunità del nostro territorio. Di qui gli stretti rapporti con la Casa dell’Accoglienza di Belgioioso; con la Casa del Giovane; con la Caritas; con molti volontari di AC, CL, Scout, Rinnovamento dello Spirito, Neocatecumenali, e altri. Ne è silenziosamente sorta, progetto dopo progetto, quella ‘Pavia città della vita’ di cui ha parlato anche l’inserto speciale che l’Osservatore Romano aveva offerto alla nostra città in occasione della visita di Benedetto XVI (2007).

I tempi erano ormai maturi per rispondere alla necessità sempre più urgente (pareva quasi una vocazione) di fondare un Consultorio su basi nuove, che abbinasse una professionalità rigorosa alla (insostituibile) freschezza del volontariato. E che soprattutto fosse accreditato con la Regione Lombardia.

E’ sempre ragionevole dar retta ai santi. Un giorno il già ricordato Giancarlo Bertolotti, giunto nella sede di Via Menocchio già passate le otto di sera, ci rifilò – accompagnandolo con uno dei suoi molto espressivi silenzi – un fascicolo con la convenzione di accreditamento tra il Consultorio di Binasco e la Regione. Lasciammo riposare il fascicolo sotto mille altri incartamenti. E ogni volta che casualmente saltava fuori, ci provocava un leggero senso, se non di colpa, di inadeguatezza. Però Giancarlo aveva molte di quelle irripetibili scintille che concorrono al gran sole divino dove tutto è grazia e charitas. Una di quelle scintille cominciò ad accendersi di nuova luce esattamente il 27 settembre del 2000 (anno santo!). Quel giorno buttai giù, personalmente (quasi ‘fioretto’), un promemoria per la Commissione della Pastorale familiare della nostra Diocesi.

Sandro Assanelli ebbe quasi subito la geniale idea di ristrutturare l’immobile diocesano di Via Bernardino da Feltre 13°, con fondi che vennero in buona parte della Casa alloggio del CAV, integrati da un finanziamento Cariplo e dal sostanzioso intervento della Diocesi.

La scintilla bertolottiana cominciava a irradiarsi e a farsi un bel falò.

 

Cattolici uniti: si parte. Ma decisiva fu l’azione della Diocesi, con la convinta adesione del Vescovo Mons. Giudici al nostro progetto e con l’appoggio tenace e appassionato del Vicario Mons. Migliavacca. Mentre si risolvevano a uno a uno i diversi problemi burocratico-amministrativi, procedevano anche i lavori di risanamento dell’immobile e la sua messa in regola per le finalità consultoriali. Vennero presto avviati contatti con il Dott. Mario Nizzola, direttore del Consultorio di Binasco, a cui si propose – con il convinto accordo della Diocesi – di assumere l’incarico di Direttore della nuova realtà pavese. Nel luglio 2005 si giunse così a formalizzare, nello studio del notaio Vittorio Rossi, l’atto costitutivo del Consultorio, presenti i responsabili di CAV, MpV, Caritas, Casa del Giovane e tutti i vicari diocesani. La scelta dei soci fondatori fu tale da permettere l’inclusione nel Direttivo di rappresentanti di AC e di CL, in uno spirito di attenzione ai diversi i carismi espressi dal laicato cattolico pavese (la prospettiva è quella di una progressiva inclusione nel Direttivo di altre voci della variegata sinfonia cattolica). E’ parsa questa una scelta giusta nel merito e obbligata nel metodo, poiché un Consultorio diocesano non può non essere al servizio di tutti, non può non aprirsi a tutti; tanto più che tra i suoi utenti troverà anche cattolici tiepidi o (speriamo) anche dei non credenti. Per la Chiesa pavese è stata una grande scommessa in cui ciascuno ha messo in gioco niente meno che il suo porsi dinanzi al primo comandamento; che infatti recita “Non avrai altro Dio fuori di me”; non certo: “Non avrai altro fedele fuori di me”…

 

Ma torniamo allo start-up del Consultorio; vale a dire, la partenza operativa, dopo la formale costituzione. Oltre a collaborare a corsi per parrocchie e altre realtà ecclesiali, ci siamo subito dati da fare per avere l’autorizzazione Asl: ottenuta il mese scorso. E ora si lavora all’accreditamento: sarà questione di pochi mesi, o addirittura di poche settimane. Dopo di che, il Consultorio – che ora vive grazie a una fidejussione garantita dalla Diocesi – potrà procedere veramente con le sue forze e con l’aiuto dei suoi soci, ai quali non è retorico dire che appartiene tutto intero il nuovo Consultorio (su questo vi parlerà il nostro tesoriere Dott. Nando Belli).

 

La nostra filosofia. Una sfida possibile, dunque, la nostra. E anzi doverosa. Nel pieno rispetto della laicità dei problemi (le cose sono cose: hanno una loro irriducibile oggettività che va rispettata), ci pare che i cattolici possano proporre qualcosa di nuovo al mondo. Diciamo l’idea di famiglia come epos, avventura che trasforma e abbellisce la vita. L’idea di una sessualità come forma dell’indicibile, che sta al linguaggio del corpo come il linguaggio poetico sta alla prosa quotidiana (in questa prospettiva, il piacere è conseguenza, non fine). Anche l’idea di un’educazione libera e responsabilizzante, in cui ciascuno sia guardato e valorizzato come attraverso l’occhio amico di Dio. E la consapevolezza che, tra tanti ‘bisogni’ e ‘disagi’, che indubbiamente ci sono, molti problemi celano in realtà delle preziose risorse, se solo siamo capaci di valorizzarle. La famiglia in primo luogo (lo ricordava recentemente il Card. Martini), ma anche i giovani.

Da questo punto di vista, il nostro Consultorio mira a offrire, quando sarà a regime, il ventaglio di attività illustrate nell’allegato volantino (con gli approfondimenti dell’offerta psicologica a c. della Dott. Rachele Lunghi). A cui si aggiungeranno tutte le altre che la fantasia del Signore vorrà suggerirci.

Fedeli a questo spirito, abbiamo provato a riassumere queste attività in un ‘decalogo’ di idee forza, con l’intenzione di trasformarle in apposito materiale promozionale. Ve le propongo, chiedendovi semmai di integrarle:  Più famiglia / Più coppia / Più amore / Più salute / Più fiducia / Più giovinezza / Più formazione / Più felicità / Più vita / Più bambini.

Se ci aiuteremo, sono certo che, insieme, faremo davvero qualcosa di buono!

Gianni Mussini

Pavia, 25 marzo 2007, Annunciazione del Signore

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